Vince il magnate Horacio Cartes e il Paraguay torna alla “normalità”, lasciandosi dietro alle spalle un colpo di Stato, un massacro e un isolamento internazionale di facciata
Tegucigalpa, 23 aprile (LINyM)-. Quando nel giugno 2012, dopo un processo di impeachment durato meno di 30 ore, il Senato del Paraguay destituì il presidente Fernando Lugo, l’America Latina vide con crescente preoccupazione la perversa evoluzione di nuovi tipi di “colpi di Stato istituzionali” e anche di nuovi metodi, apparentemente democratici, per frenare i movimenti popolari e i processi di cambiamento messi in atto dai governi di sinistra e progressisti latinoamericani.