Denunciato il pacifista sardo Antonello Repetto

A seguito dell'”autodenuncia preventiva” (di cui davo notizia con una e-mail di qualche giorno fa che vi riporto più sotto), oggi, i carabinieri (di Carloforte), hanno fatto sapere (convocato in caserma) ad Antonello Repetto che sul suo capo pende denuncia per “procurato allarme” (Art. 658 del C.P.). A me pare perfino grottesco che (siamo oltre il “processo alle intenzioni”) si possa configurare un tale “reato” e declinarlo al futuro, visto che si riferisce ad un radar al momento inesistente… ma tant’è!
 Daniele Barbieri propone sul suo blog (http://danielebarbieri.wordpress.com/2013/06/10/mi-appresto-a-farmi-arrestare) di autodenunciarci, per solidarietà con Antonello. Penso proprio di aderire. Chi volesse fare altrettanto, può comunicarlo a Daniele (pkdick@fastmail.it).
 E’ cosa buona e giusta, poi, contattare Antonello ed esprimergli solidarietà (329 3489379).
 Saluti, Sandro
leggi qui l’autodenuncia di Antonello

No Radar a Capo Sandalo, autodenuncia preventiva di Antonello Repetto

Il 10 agosto del 2005, nell’anniversario della bomba di Hiroshima, Turi Vaccaro, militante nonviolento, penetrò nella base militare di Woensdrecht, in Olanda, distruggendo, a colpi di martello, i comandi di due cacciabombardieri (danni calcolati in 5 milioni di euri).Generalmente, i cacciabombardieri non sono usati per la semina né per la raccolta dei cereali, pertanto, il loro apporto alla riduzione della fame del mondo, se non per certi paradossali effetti, risulta trascurabile. Distruggerli è cosa buona e giusta.

Il 6 ottobre del 2002, tre suore domenicane, Carol Gilbert (54 anni), Jackie Hudson (67) e Ardeth Platte (66), penetrarono nella base militare di Wurtsmith, in Colorado, durante una manifestazione di protesta civile contro la guerra in Iraq, e cercarono di disabilitare simbolicamente un missile a testata nucleare. Inutile dire che, Vaccaro, le suore, e molti altri, prima e dopo di loro, finirono in galera. La prigione, ci ricorderebbe (mi pare) Thoreau, è l’unico posto dove possano stare i cittadini onesti.

Antonello Repetto, in data odierna, ha mandato, per raccomandata A.R. il testo seguente:

Al Comando militare della Sardegna e al Comando generale delle Capitanerie di porto.

OGGETTO: COMUNICAZIONE INERENTE L’INSTALLAZIONE DEI RADAR A CAPO SANDALO, NELL’ISOLA DI SAN PIETRO.

Ho appreso che il comandante Di Marco, della Guardia Costiera della Sardegna, ha confermato l’installazione del radar VTS a Capo Sandalo.
Vi informo conseguentemente che, non appena il radar verrà installato,  violerò, nuovamente, la ZONA MILITARE, e provvederò a sabotarlo.
La mia coscienza di cittadino e di cristiano (appartengo al Movimento Cattolico Internazionale per la Pace “Pax Christi”) mi impone di farlo.
Basta con le spese militari! Più ospedali! Più scuole! Più lavoro! Più ricerca!

Distinti saluti
Antonio Repetto

Chiunque voglia mettersi in contatto con Antonello (non dispone di posta elettronica e ogni manifestazione di solidarietà gli darà grande piacere), potrà chiamarlo al 329 3489379.

Saluti
Sandro Martis

 

Sardegna. Riparte la lotta contro i radar

altNel dicembre 2011, dopo un’intensa mobilitazione fatta di coinvolgimento delle popolazioni attorno ai presidi permanenti, i comitati No Radar sardi avevano costretto il Comando generale della Guardia di Finanza a rinunciare alla costruzione di una serie di radar sulla costa ovest della Sardegna, dall’Argentiera a Sant’Antioco, con funzioni – pare – di controllo dell’immigrazione clandestina.  continua>>>