“Contro estrattivismo e repressione, la lotta è indigena e globale”

TUTTA LA NOSTRA SOLIDARIETÁ A LOLITA CHAVEZ!!!


Guatemala. Intervista all’attivista guatemalteca Lolita Chávez, portavoce del popolo Maya Ki’che: «Multinazionali difese da esercito e gang. La cosmovisione Maya Ki’che è anti-capitalista e anti-patriarcale. Non è compatibile con i modelli di sviluppo dominanti»

di Susanna De Guio e Gianpa L.

da Il Manifesto

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Per comprendere il contesto in cui si muove la società guatemalteca alla vigilia della seconda tornata elettorale, il prossimo 11 di agosto, è necessario ampliare lo sguardo ben oltre il meccanismo parlamentare e riconoscere che i processi di trasformazione della realtà politica e sociale in Guatemala avvengono altrove, nel lavoro quotidiano delle organizzazioni indigene e contadine, dei coordinamenti in difesa dei diritti umani, che si battono contro l’estrattivismo, proteggono il territorio e rivendicano il riconoscimento e il rispetto delle popolazioni indigene che costituiscono la maggioranza del paese, in un contesto di violenza politica allarmante, che non entra nell’agenda dei candidati al governo.

Nella storia di Aura Lolita Chávez Ixcaquic, portavoce del Consiglio delle Popolazioni Ki’che (CPK), si riflette la realtà di numerose leader indigene che ogni anno vengono assassinate e perseguitate per il loro impegno politico.

Dedicare la sua vita alla difesa del territorio e la comunità a cui appartiene ha significato per Lolita Chávez affrontare nel tempo una crescente minaccia alla sua incolumità fisica. In sei occasioni distinte ha subito attentati destinati a ucciderla, è scampata alle pallottole quando hanno sparato al suo mezzo di trasporto o all’attacco della sua delegazione con machete, coltelli e bastoni. Rappresentante del “Consiglio dei Popoli Ki’ches, in difesa della vita, della natura, della madre terra e del territorio”, Lolita è uno dei volti noti dell’organo di autogoverno che le comunità del millenario popolo Maya Ki’che si sono date  per frenare lo sfruttamento del suolo da parte di diverse imprese transnazionali.

Lolita ha ottenuto la protezione della Commissione Interamericana dei Diritti Umani e attualmente sta vivendo in Europa, dove continua il suo incessante lavoro di portavoce che, negli ultimi mesi, l’ha portata in diverse città italiane, per condividere le ragioni del conflitto che coinvolge il suo popolo e tessere relazioni con altre comunità in lotta.

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Guatemala, genocidio maya: Rios Montt condannato a 80 anni di carcere

Era una sentenza che il Guatemala attendeva da trent’anni e finalmente è arrivata. José Efraim Rios Montt, l’ex generale e dittatore che governò il paese centroamericano tra il 1982 e il 1983, è stato condannato a 80 anni di carcere per il genocidio perpetrato ai danni del popolo Ixil. Il Primo tribunale di Città del Guatemala ha messo nero su bianco ciò che gli indigeni di discendenza maya ripetevano da anni e che la comunità internazionale sapeva già. Dopo mesi di dibattimento e testimonianze che hanno riportato alla memoria episodi efferati, Ríos Montt è stato considerato colpevole in primo grado di crimini contro l’umanità e della morte di 1771 indigeni, considerati dal regime vicini ai guerriglieri. “In quegli anni essere ixil – ha osservato la corte alla lettura della sentenza – era un peccato mortale”. Un verdetto che da solo non può chiudere una delle pagine più buie della storia latinoamericana quando, durante il conflitto armato che insanguinò il Guatemala tra il ‘54 e il ’96, oltre 200mila persone, in gran parte di origine maya, morirono sotto i colpi dell’esercito e di gruppi paramilitari. Ma certamente è un verdetto che riconcilia il popolo guatemalteco con la sua storia e rende giustizia a una delle civiltà più evolute e antiche del continente. Subito dopo la lettura della sentenza, l’ex generale Ríos Montt è stato tratto in arresto e condotto nel carcere della base militare Matamoros. L’avvocato difensore dell’anziano gerarca ha fatto sapere che ricorreranno in appello. Se anche nei prossimi gradi di giudizio la pena dovesse essere confermata, per Montt che di anni ne ha 86 sarà praticamente un ergastolo.

http://www.tancreditarantino.com/2013/05/guatemala-genocidio-maya-rios-montt.html