Territori liberi, il miglior atto di giustizia per Berta Cáceres.

A 4 anni dal vile assassinio di nostra sorella. QUI l’originale in spagnolo Oggi si compiono 4 anni dal vile delitto contro nostra sorella Berta Cáceres. Questo crimine fu pianificato dai padroni dell’impresa DESA costruttrice del Progetto Idroelettrico “Agua Zarca”, nella comunità Lenca di Rio Blanco e fu possibile solamente grazie al collegamento con le…

Sulla nostra pelle

Loredana Menghi:    A giugno le figlie di Berta Cáceres sono tornate  in Italia. È stata l’occasione per parlare con loro del processo per l’omicidio dell’attivista indigena, della situazione in Honduras a dieci anni dal golpe e di energie rinnovabili 

Bertha Caceres

“Sveglia umanità il tempo è finito!”. A pronunciare queste parole non è stata Greta Thunberg, la giovane attivista capofila del movimento “Friday for future”. Né gli scienziati dell’Ipcc (Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico), secondo i quali restano solo dodici anni per fermare il riscaldamento globale. A pronunciarle, pochi mesi prima del suo omicidio, è stata la leader indigena Berta Cacères, coordinatrice del Copinh, il Consiglio civico delle organizzazioni popolari e indigene dell’Honduras, quando nel 2015 è stata insignita con il Premio Goldman. Un riconoscimento prestigioso, assegnato agli attivisti impegnati nella tutela dei beni comuni, arrivato dopo una complessa battaglia legale in difesa del Rio Gualquarque. Un fiume sacro per la comunità Lenca di Rio Blanco, che attraversa le foreste ancestrali fra le montagne di Intibucà, 300 km a nordovest dalla capitale Tegugicalpa.

Nonostante le minacce Berta Cacères ha portato il caso alla Corte interamericana dei diritti umani. Ha fermato la costruzione della diga Agua Zarca, data in concessione all’azienda Desarrollos energéticos sa (Desa). E costretto il braccio privato di Banca mondiale (Ifc) e una delle imprese più grandi del mondo, la Sinohydro, a ritirarsi dal progetto. Un successo che ha segnato la sua condanna a morte: l’attivista indigena è stata uccisa la notte fra il 2 e il 3 marzo del 2016 a colpi di arma da fuoco nella sua casa a La Esperanza, in uno dei Paesi più violenti al mondo per gli attivisti ambientali, come non smette di ricordare nei suoi rapporti annuali l’ong Global Witness. A tre anni dalla sua morte sono sette i condannati come autori materiali e intermediari del delitto. Fra questi, ex dirigenti della Desa, militari legati ai servizi segreti e membri dell’esercito dell’Honduras in pensione.  

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IL COPINH lancia un appello urgente alla solidarietà attiva.

IL COPINH denuncia che persone affini all’impresa DESA hanno distrutto il raccolto di 15 ettari di mais coltivati in terre ancestrali della comunità di Rio Blanco, togliendo così la fonte principale di alimentazione delle famiglie indigene lenca appartenenti alla comunità. Le terre coltivate furono occupate illegalmente dall’impresa DESA per la costruzione del progetto idroelettrico Agua…

Giustizia per Berta: Copinh dal 3 al 9 giugno in Italia

Continua la lotta esigendo giustizia per Berta, continua la resistenza indigena del COPINH, continua la solidarietà italiana con le lotte onduregne.

“Giustizia per Berta Caceres”, la leader indigena hondureña assassinata nel marzo del 2016

Tra il 3 e il 9 giugno in Italia una delegazione del COPINH, l’organizzazione che aveva fondato negli anni Novanta

Arrivano in Italia le sorelle Bertha e Laura Zúniga Cáceres, figlie di Berta Cáceres, la leader indigena hondureña, Goldman Prize 2015, assassinata nella sua casa a La Esperanza nel marzo del 2016.
Bertha e Laura saranno nel nostro Paese tra il 3 e il 9 giugno 2019, e nel corso della loro visita – la seconda dopo l’omicidio della madre – andranno a dare continuità alla relazione di solidarietà tra il COPINH e numerose organizzazioni, movimenti e spazi collettivi che da oltre 15 anni in Italia sostengono i movimenti indigeni e contadini in Honduras.