Honduras: Repressione inarrestabile contro opposizione politica e movimenti indigeni

Attentati contro membri del Partito Libre, la Resistenza e il popolo Lenca 1376

Tegucigalpa, 27 maggio (LINyM)-. Gli attentati del 24 e 25 maggio contro attivisti e membri della resistenza honduregna, del partito Libre (Libertà e Rifondazione) e delle comunità indigene Lenca che lottano contro il progetto idroelettrico “Agua Zarca”, hanno provocato due morti – Irene Meza e William Jacobo Rodriguez – e vari feriti, tra cui Plutarco Bonilla, infaticabile lottatore contro il colpo di stato del 2009.

In un comunicato pubblicato lunedì 26 maggio, il Copinh (Consiglio Civico delle Organizzazioni Popolari e Indigene dell’Honduras) ha denunciato che, dopo la conclusione di un’importante assemblea indigena nel municipio di San Francisco Opalaca, alcuni impiegati dell’ex sindaco Soccorro Sánchez hanno aperto il fuoco contro Irene Meza e Plutarco Bonilla, entrambi militanti del partito Libre, del FNRP (Fronte Nazionale di Resistenza Popolare) e simpatizzanti del Copinh.

Irene Meza, sposo della vicesindaco legalmente eletta in novembre dello scorso anno, è stato trasportato in ospedale dopo essere stato ferito da vari colpi di pallottola. Durante il tragitto, l’auto che lo stava trasportando è però stato intercettato da un altro gruppo di persone fortemente armate. Meza è stato ultimato con sei colpi di pistola e i suoi accompagnatori sono stati feriti.

Da più di quattro mesi, all’interno di un processo di costruzione di governance indigena, vari cittadini e cittadine di San Francisco Opalaca stanno denunciano i brogli elettorali commessi nelle scorse elezioni, così come la decisione delle autorità elettorali di voler imporre il sindaco uscente, il nazionalista Sánchez, come vincitore delle elezioni municipali.

Questa decisione ha generato forti proteste tra i cittadini, che hanno occupato il municipio, riconoscendo come sindaco legittimo il candidato del Partito Libre, Entimo Vasquez. In questo modo, però, si sono esposti a un’incessante campagna di vessazioni, repressione e attentati.

Nel mese di febbraio, Justiniano Vasquez, fratello di Entimo, è stato assassinato da sconosciuti. Il suo corpo presentava profonde ferite e segni che dimostravano che era stato legato per le mani.

Agua Zarca

Il comunicato del Copinh denuncia anche l’assassinio di William Jacobo Rodriguez, “difensore del fiume Gualcarque contro l’imposizione del progetto idroelettrico Agua Zarca”, promosso dall’impresa a capitale honduregno “Desarrollos Energeticos, S.A. de C.V.” (DESA) e realizzato dalla compagnia contrattista cinese Sinohydro nella zona di Rio Blanco, territorio appartenente al popolo Lenca.

L’operativo di polizia realizzato dopo l’omicidio, più che alla ricerca dei responsabili si è dedicato alla persecuzione di vari membri delle comunitá Lenca in resistenza contro il progetto idroelettrico.

“Quello che sta accadendo in queste ore nel territorio Lenca non è altro che l’accentuarsi della criminalizzazione della protesta in difesa dei territori e delle risorse naturali. E’ la risposta del governo, dei poteri oligarchici nazionali e del capitale internazionale alla strategia di sollevazione popolare territoriale e di autodeterminazione, che abbiamo intrapreso negli ultimi mesi”, ha dichiarato alla LINyM, Bertha Cáceres, coordinatrice del Copinh.

La dirigente indigena ha anche denunciato “movimenti massicci di truppe verso la frontiera con El Salvador” e la presenza di reparti di “militari nordamericani”.

“Non è un caso che la presenza militare si sia concentrata nelle zone in cui varie imprese transnazionali stanno realizzando studi per lo sfruttamento idro-minerario. L’ambiente a San Francisco Opalaca è molto teso, ma le comunità hanno ben chiaro che, nonostante l’aggressione, il processo di costruzione di governance indigena non si ferma”, ha aggiunto la Cáceres.

Il Copinh ha responsabilizzato il presidente Juan Orlando Hernandez e il suo governo per l’accaduto e per il clima di terrore che si respira in territorio Lenca. Ha anche accusato gli apparati repressivi dello Stato, i gruppi di potere nazionali e le imprese transnazionali di essere corresponsabili della “politica di terrore e la criminalizzazione del nostro popolo e della nostra organizzazione”.

Esige, inoltre, “un’indagine seria” e che “sia fatta immediatamente giustizia” per i casi dei compagni assassinati, feriti e detenuti ingiustamente. Chiede anche l’espulsione immediata delle delegazione di polizia dal territorio Lenca, in quanto fonte costante di “minacce e repressione contro le comunità”.

L’organizzazione indigena chiede infine uno stop alla repressione politica e alla criminalizzazione della difesa dei territori e dei beni comuni e manifesta che, tutte le azioni intraprese “fanno parte di un processo di difesa territoriale, per la costruzione dell’autodeterminazione e di una governance indigena”.

Questo 27 maggio, infatti, il Copinh realizzerà la sua decima Assemblea generale che avrà come titolo “Rafforzando l’unità, la lotta e la speranza”. Il 29 maggio, poi, inizierà una mobilitazione regionale per continuare a denunciare la grave situazione che stanno vivendo le comunità di San Francisco Opalaca e Rio Blanco, la crescente militarizzazione e la criminalizzazione della lotta.

“Continueremo a lottare contro i grandi capitali predatori, per l’autodeterminazione del nostro popolo e la sollevazione territoriale”, ha concluso Bertha Cáceres.

Traduzione: Sergio Orazi

Fonte originale: LINyM

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